Progetto Prijedor
Da ComputeRinati.
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Intere zone della municipalità distrutte da una spaventosa pulizia etnica che dal 1992 al 1995 ha riguardato più della metà della popolazione, trentacinquemila profughi provenienti dalla Krajina e da altre zone della Bosnia Erzegovina, la vergogna di sei campi di accoglienza ricavati in strutture fatiscenti, la mancanza di mezzi e di attenzione da parte delle istituzioni locali verso i soggetti più deboli, un ospedale privo di mezzi essenziali per poter operare, una disoccupazione che riguardava il 90% della popolazione attiva, un ritorno delle comunità bosniaco-mussulmana e croata che allora sembrava impossibile, una città nell'isolamento internazionale questa era Prijedor, Bosnia-Erzegovina, nel 1996.
L'Associazione Progetto Prijedor si è costituita nel 1997 e oggi vede partecipi 20 Comuni e varie associazioni del Trentino. Dall'azione umanitaria che ha caratterizzato l'avvio dell'iniziativa si è passati ai primi progetti di diplomazia popolare e di cooperazione decentrata: gli affidi, i gemellaggi, il sostegno ai soggetti più vulnerabili, le attività per il ritorno dei profughi, il progetto di sviluppo integrato, il sostegno alla società civile, la diplomazia delle città. Un intenso lavoro che ha costituito le condizioni per la realizzazione a Prijedor nel 2000 della Agenzia della Democrazia Locale, istituto previsto dal Consiglio d'Europa per promuovere la cooperazione decentrata e la costruzione dell'Europa dal basso. Dopo quattro anni di attività l'Agenzia rappresenta un punto di riferimento per l'implementazione di progetti sulla riconciliazione e il dialogo, sullo sviluppo economico locale, sulla trasparenza nella pubblica amministrazione e sulla democrazia locale.
"Progetto Prijedor comprende tutte le attività di gemellaggio tra PAT e Prijedor, informatica per ora non sembra particolarmente sviluppata, ma si potrebbe mettersi al lavoro..."
Con questa idea in testa alcuni volontari dell'associazione Prijedor assieme a ComputeRinati, hanno ragionato per lungo tempo su come realizzare qualcosa di concreto.
Dopo due anni finalmente ci siamo: il laboratorio informatico è realtà, anche se solo parzialmente per ora. Il laboratorio è parte di uno dei centri di aggregazione e di attività per ragazzi ed è gestito indirettamente da Progetto Prijedor. La manutenzione del laboratorio è a carico di due baldi giovani, Dasko e una ragazza e prevede per loro uno stipendio.
Per cominciare una collaborazione Matteo ha preparato 6 pc nella sua cantina (luglio 2008), li ha caricati sul camion carico di materiale che fa regolarmente la spola tra Trento e Prijedor, è salito in motoclicletta e si è messo all'inseguimento del mezzo.
Nella sala (internet point) di Prijedor ha incontrato Pero e Dasko. Pero conosceva già (un po') Knoppix mentre l'altro ragazzo è interessato al montaggio video. Si sono accordati sul fatto che loro si occuperanno di "mettere a posto" i pc che gli abbiamo mandato (per questa primo giro 6 pc dal p300 al p800, con interessanti monitor da 17) da destinare ai giovani studenti che fanno capo al progetto Prijedor (qualche migliaio). In questa prima spedizione il problema sarebbe stato di sostituire (se necessario) Morphix con Puppy Linux, installare stampanti etc etc.
Quanti pc servono ancora?
Nel suo velocissimo giro Matteo ha visitato tre/quattro famiglie ed ha trovato un p133 in pessimo stato, usato da due bambine in età da scuole medie, ed un duron 2000mhz in ottimo stato, nella casa prefabbricata (30 mq) vinta alla lotteria di una mamma con figlio universitario, ma le famiglie sono migliaia quindi solo con la collaborazione dei ragazzi di Prijedor l'attività di trashware può funzionare. Si dovrebbe fare ancora un paio di visite o di inviti, ed accordarsi con il gruppo di Pero e con i responsabili del Progetto Prijedor per capire come si può far funzionare l'approvvigionamento e la distribuzione dei PC. Le condizioni che Matteo ha trovato trovato in loco sono particolari: il progetto coinvolge tutta la città di Prijedor quindi le condizioni dipendono molto dallo status delle persone: i cittadini marciano un po' meglio, il centro città si sta rivitalizzando, i profughi peggio, i contadini delle colline intorno alla città peggissimo. Non c'è lavoro e quindi l'economia langue. In una piccola valle fuori Prijedor 10.000 persone che vivevano grazie alla presenza di una miniera ora che è chiusa non sanno che fare, i lavori sono quelli saltuari tipo tagliare legna, qualcosina in agricoltura... Il Progetto Prijedor cerca di sviluppare alcune piccole attività imprenditoriali: coltivazioni, turismo responsabile etc. etc.
Il prossimo passo potrebbe essere tentare attività di simil-gemellaggio con visita di qualche linuxiano in Bosnia o qualche informatico bosniaco qui da noi.
Grazie a Matteo.
Associazione Progetto Prijedor
Ha sede a Trento, in Passaggio Zippel 6.
Il suo numero di telefono e di fax è 0461/233839.
E mail: progetto.prijedor@libero.it
Sito: http://digilander.libero.it/prijedor/
A Prijedor l’indirizzo è il seguente:
Udruzenje Program Prijedor Ul.
Gavrila Principa 15, Prijedor - Republika Srpska - BiH.
Tel. e fax 00387 52 220003 Agenzia per la Democrazia Locale Agencija Lokalne Demokratije Prijedor Kralja Petra I Oslobodioca 94, cod H.Balkan - 79000 Prijedor
Tel. e Fax 00387-52-241100 / 241101 / 241102
E mail: asspdtn@inecco.net

